ROM-E, Pietrantonio (UNRAE): "Elettriche, tanto da fare in Italia"
Redazione
Pubblicato il 3 ottobre 2026, 14:37
Roberto Pietrantonio, presidente di UNRAE, spiega a ROM-E lo stato dell'arte del mercato italiano, tra nuovi costruttori e le legislazioni che operano nell'ottica di favorire la transizione energetica
Voi rappresentate la maggior parte delle case auto straniere, quindi avete un punto di vista privilegiato sull'attuale situazione, che si sta facendo sempre più divisa tra poli globali: da una parte c'è la Cina, dall'altra c'è l'Europa. Cosa sta succedendo?
Come UNRAE abbiamo un punto di vista privilegiato, abbiamo attorno al tavolo anime tanto diverse tra loro, rappresentiamo un po' tutte le aree continentali del mondo e oggi si discute anche un po' di cosa sta accadendo. Ci sono approcci all'industria dell'automotive che sta vivendo un momento di cambiamento e di trasformazione a una velocità incredibile, mai sperimentata nei suoi cento e passa anni di storia, dove potremmo dividere il mondo in quattro parti.
C'è l'approccio europeo, un approccio che va molto sul tema della transizione, sul tema della regolamentazione. Questo sicuramente ha determinato delle caratteristiche, delle dinamiche, un po' di ingessamento e di una minore velocità rispetto ad esempio al polo che arriva battagliero dalla Cina, un polo dove si è investito con una politica strategica industriale, si è lavorato sull'economia di scala, si è lavorato sull'efficienza e oggi ovviamente questi newcomers, i competitor che arrivano sui mercati europei, stanno determinando degli stravolgimenti importanti di mercato.
Il polo americano, che è un po', se vogliamo definirlo, Trump-centrico: quindi c'è un po' un tornare indietro rispetto alle tematiche green che l'Europa invece sta portando avanti con grande determinazione. Bisognerà vedere questo; magari sul breve può premiare, bisogna vedere nel lungo periodo cosa succede. Il polo giapponese, dove si sta riconfigurando un po' l'industria attraverso alleanze e partnership strategiche.
Questo, evidentemente, si traduce anche nelle dinamiche di mercato italiane. Banalmente stiamo osservando un mercato che cresce; questo grazie anche alla pressione competitiva determinata proprio dal nuovo assetto e dalla nuova composizione dei brand che competono sul mercato, un rimbalzo tecnico rispetto a un mercato che per vari anni è stato in sofferenza. I consumatori privati oggi hanno bisogno di sostituire le proprie auto, abbiamo un parco circolante tra i più anziani d'Europa. Questo segno più è un segno che prendiamo con positività da una parte e, dall'altra, osservando che l'Italia sta facendo un percorso verso l'elettrificazione. Oggi 7 auto vendute su 10 hanno una componente elettrica, quindi dalle mild, full hybrid, plug-in hybrid fino alle completamente elettriche. Ma sulle elettriche, per tanti motivi, l'Italia resta indietro ed è oggi questo che forse le decisioni politiche, le politiche energetiche, ma anche un po' la narrativa per raccontare al consumatore italiano cos'è un'auto elettrica e come sta evolvendo dal punto di vista dell'accessibilità e delle prestazioni, è un modo per cercare di allineare il mercato italiano quantomeno alle medie europee per evitare che questo mercato venga visto come un mercato di serie B.
Ecco, dal vostro punto di vista cosa andrebbe fatto? Cosa chiedete al governo e qual è, diciamo, cos'è che manca per arrivare al livello degli altri paesi europei?
I fattori abilitanti, come abbiamo detto, sono tanti. Certamente ci sono i costruttori che stanno facendo la propria parte, come dicevo prima, mettendo a disposizione modelli sempre più numerosi, ma anche sempre più presenti nei segmenti che sono più cari agli italiani e magari anche più accessibili, con autonomie più importanti, quindi il tema prodotto sta venendo un po' meno. Dicevo prima le infrastrutture di ricarica, che sicuramente hanno un peso importante. Sulla ricarica domestica le istituzioni hanno proposto dei piani di supporto che noi come UNRAE accogliamo favorevolmente, anche se la magnitudo potrà essere limitata rispetto alle necessità delle famiglie italiane. Sulle infrastrutture pubbliche c'è lavoro da fare; è stato fatto tanto lavoro, cresciamo rapidamente ma ancora manca qualcosa dal punto di vista della distribuzione. E l'ultimo punto, dei costi di energia, che sicuramente sono una barriera. Anche se oggi il tema energetico si pone in maniera forte a 360° sulla parte elettrica, sulla parte dei combustibili tradizionali e questo sicuramente ha un impatto non solo sul mondo automotive.
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