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L’auto elettrica da record di Renault: oltre 1.000 km senza ricarica
La Filante Record dimostra come efficienza, aerodinamica e leggerezza possano cambiare davvero l’autonomia reale delle auto elettriche

Luca Talotta
Pubblicato il 2 gennaio 2026, 17:05
Superare i 1.000 chilometri di percorrenza senza fermarsi a ricaricare non è più solo un esercizio teorico o un numero da laboratorio. Con la Renault Filante Record, la Casa francese ha messo nero su bianco un risultato che riaccende il dibattito sull’autonomia reale delle auto elettriche, spostando l’attenzione dalla dimensione delle batterie all’efficienza complessiva del veicolo.
Sul circuito UTAC in Marocco, la demo-car ha percorso 1.000 chilometri in meno di dieci ore, mantenendo una velocità media di 102 km/h e registrando un consumo medio di 7,8 kWh/100 km. Numeri che, fino a pochi anni fa, sembravano irraggiungibili anche per le citycar più votate al risparmio energetico. Il dato forse più significativo è però un altro: al termine della prova, la vettura aveva ancora l’11% di carica residua, segno che il margine di sicurezza non è stato sacrificato sull’altare del record.
Un progetto che punta sull’efficienza, non sulla batteria
La Filante Record non nasce per stupire con accumulatori fuori scala. Al contrario, utilizza una batteria da 87 kWh, la stessa capacità adottata sulla Renault Scenic E-Tech Electric di serie. Una scelta tutt’altro che casuale, che rafforza il messaggio tecnico del progetto: l’autonomia si costruisce prima di tutto riducendo gli sprechi, non semplicemente accumulando più energia.
Il peso complessivo è stato contenuto in appena 1.000 kg, grazie a un largo impiego di fibra di carbonio, leghe di alluminio e componenti in Scalmalloy stampati in 3D. Ogni elemento superfluo è stato eliminato, ogni funzione ripensata in chiave di efficienza. Il risultato è una vettura che trasforma ogni chilowattora in chilometri reali, anche a velocità autostradali.
Aerodinamica estrema come chiave del record
Il vero cuore del progetto è l’aerodinamica. I primi test avevano evidenziato una resistenza all’avanzamento troppo elevata rispetto agli obiettivi prefissati. Da qui una revisione radicale delle forme, culminata in una soluzione tanto semplice quanto efficace: le carenature delle ruote sono state fissate direttamente ai cerchi, e non alla scocca. In questo modo i flussi d’aria scorrono in maniera più pulita, riducendo le turbolenze e migliorando l’efficienza globale.
Anche l’architettura tecnica è stata semplificata e alleggerita. Sterzo e impianto frenante completamente elettronici, con soluzioni steer-by-wire e brake-by-wire, eliminano collegamenti meccanici tradizionali, riducono il peso e consentono una maggiore libertà progettuale. Una filosofia che guarda già alle auto elettriche di domani, dove la meccanica lascia sempre più spazio al software.
Un omaggio alla storia Renault, con lo sguardo al futuro
Dal punto di vista stilistico, la Filante Record è un ponte tra passato e futuro. Il colore blu ultravioletto richiama la 40 CV del 1925, mentre le superfici affusolate sono un chiaro riferimento all’Étoile Filante del 1956, simbolo dei record di velocità firmati Renault. All’interno, invece, tutto parla il linguaggio della massima funzionalità: cockpit ispirato all’aeronautica, posizione di guida derivata dalla Formula 1 e interfacce digitali ridotte all’essenziale.
Non c’è spazio per il superfluo, perché ogni grammo e ogni watt risparmiato contribuiscono al risultato finale. Una scelta che rende la Filante Record meno una concept car da salone e più un laboratorio su ruote, pensato per generare soluzioni concrete.
Dieci ore di guida, tra concentrazione e resistenza
Il giorno del record è iniziato all’alba, con temperature prossime ai 4 gradi, e ha messo alla prova uomini e macchina. In quasi dieci ore di guida continua, 239 giri su un anello di oltre 4 chilometri, tre piloti si sono alternati al volante, mantenendo una precisione di guida estrema per non sprecare energia.
Alla fine della prova, la Filante Record avrebbe potuto percorrere altri 120 chilometri a velocità sostenuta. Un dato che rafforza il valore dell’esperimento e ne amplia la portata: non si tratta di un risultato ottenuto in condizioni irrealistiche, ma di una dimostrazione concreta di ciò che è tecnicamente possibile oggi.
Cosa cambia per le auto elettriche di serie
Il messaggio che arriva dal Marocco è chiaro. L’ansia da ricarica non si combatte solo con colonnine più veloci o batterie più grandi, ma con veicoli progettati in modo intelligente. Renault ha già confermato che molte delle soluzioni testate sulla Filante Record confluiranno nello sviluppo dei futuri modelli elettrici di serie, con benefici diretti su consumi, autonomia e costi.
Per il settore automotive, questo record rappresenta una riflessione importante: la transizione elettrica passa anche dalla qualità dell’ingegneria, non solo dalla quantità di energia immagazzinata. E, in questo senso, la Filante Record segna una direzione precisa.
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