STLA One, una piattaforma per (quasi) tutto

Ecco come Stellantis ha iniziato a riorganizzare le architetture per ottimizzare i costi produttivi
STLA One, una piattaforma per (quasi) tutto

Michele SalvatoreMichele Salvatore

Pubblicato il 21 maggio 2026, 15:41 (Aggiornato il 21 maggio 2026, 14:10)

I nuovi modelli che arriveranno sulla scia a degli investimenti annunciati dal piano FaSTLAne di Filosa nasceranno anche su nuove architetture pensate per razionalizzare le economie di scala. Le nuove piattaforme saranno, dunque, scalabili e multienergia per coprire più segmenti e dall’Investor Day sono arrivate le prime informazioni sulla prossima architettura al debutto, la STLA One nuovo pilastro tecnologico del Gruppo

Le caratteristiche della STLA One

Arriverà nel 2027 e accorpa 5 piattaforme su un unica basta per ridurre i costi del 20% e, una volta a regime, arrivare ad essere la base di 30 modelli e due milioni di unità vendute entro il 2035. L’architettura coprirà i segmenti B, C e D e sarà progettata fin dall’inizio per integrare i sistemi della piattafomra hardware e software STLA Brain, il nuovo abitacolo STLA SmartCockpit e la tecnologia steer-by-wire. Sul lato dell’elettrificazione la STLA One sarа compatibile con la tecnologia a 800 volt, mentre il suo scheletro cell-to-body permetterа di integrare nella struttura del veicolo le batterie LFP per per ridurre costi, peso e complessitа, ottimizzando la capacità.

Debutta su Peugeot

La nuova piattaforma STLA One è la prima di tre piattaforme globali sulle quali Stellantis punta a riorganizzare e ottimizzare la produzione fino ad arrivare a realizzare su di esse il 50% dei modelli con il 70% di riutilizzo di componenti. Debutterà nel 2027 con Peugeot, per poi essere usata su Opel, Jeep e Alfa Romeo con l'obiettivo, una volta a regiem, di essere la base di almeno un milione di vetture realizzate in tutta europa su tutti i brand.

“STLA One è un chiaro esempio di una strategia realmente modulare, che ci offre la flessibilitа di una piattaforma multi-energia senza introdurre inefficienze tra un sistema di propulsione e l’altro”, ha dichiarato Ned Curic, Chief Engineering and Technology Officer.

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