Stellantis, aspettando Filosa: cosa sappiamo dei tre pilastri futuri

Pubblicato il 20 maggio 2026, 09:00
Sta per finire il conto alla rovescia sul piano industriale di Stellantis firmato dal Filosa, l’operazione strutturale con la quale il manager italiano darà la sua impronta al Gruppo. Tutto blindatissimo da Alburn Hills, sede USA e nuovo epicentro del Gruppo, dove durante l’Investor day Filosa annuncerà le sue mosse, ma da quanto si può intuire dalle ultime notizie, la strategia per far incrementare la produttività potrebbe basarsi su tre pilastri principali: pulizia di bilancio, partnership e riorganizzazione dei Marchi.
La cassa di Stellantis
Il primo trimestre si è chiuso con un bilancio che, secondo quanto dichiarato da Filosa ha messo l’azienda su “un percorso di crescita sostenibile”. Stellantis ha chiuso la prima parte dell’anno con utile netto di 400 milioni di euro invertendo la rotta dopo le perdite di fine 2025. Le consegne sono aumentate del 12% a 1,4 milioni di unità, con ricavi netti in crescita del 6% a 38,1 miliardi di euro. "I conti del primo trimestre riflettono i risultati delle azioni intraprese per riportare il gruppo su un percorso di crescita sostenibile e profittevole. Ci aspettiamo di migliorare i margini in Usa trimestre dopo trimestre, a partire dal prossimo. I prodotti lanciati nel 2025 sono stati accolti con favore e siamo fiduciosi che i 10 nuovi veicoli previsti per il 2026 consentiranno di consolidare questo slancio” ha detto poi Filosa.
Le alleanze
Poi c’è il tema delle partnership. Chiuso l’accordo con Dongfeng di cooperazione strategica da 1 miliardo di euro, che ha tra gli obiettivi la realizzazione di nuove Peugeot in Cina con tecnologia Dognfeng da vendere in Asia e anche in altri mercati, ma gli accordi potrebbero andare anche oltre. Non è un mistero che le fabbriche europee sono sotto la capacità produttiva e non è da escludere che Dongfeng possa sfruttare le linee - magari di Cassino - per assemblare le sue vetture, aggirare i dazi e permettere all’impianto di saturare la produzione. Inoltre, secondo altre voci di corridoio, Stellantis starebbe parlando anche con Xiaomi, Xpeng, Faw. Senza contare l’importanza crescente di Leapmotor che, nel prossimo futuro, cederà la propria tecnologia per realizzare vetture a marchio Opel.
Che succederà ai marchi
I 14 marchi della galassia Stellantis si sono dimostrati troppi da gestire tra collocazioni mai fissate, sovrapposizioni tra prodotti e brand in forte sofferenza. E allora ecco che, secondo i primi rumors e le ricostruzioni, Filosa potrebbe riorganizzare la struttura dando priorità globale a 4 brand: Fiat per la mobilità urbana europea e sudamericana, Jeep per i Suv, RAM in USA e Peugeot come generalista. A tutti gli altri Maserati, Alfa, Lancia, Ds, Citroen, Opel, Dodge, Chrysler, Abarth, Fiat Professional, verrebbe dato un ruolo secondario, anche nella ricezione di piattaforme, aggiornamenti e tecnologie. C’è poi un altro aspetto da considerare. Rimarranno tutti sotto l’ala di Stellantis? Non è detto perché ci sono mire cinesi su brand importati, ma in forte sofferenza, come Maserati. Nei giorni scorsi, infatti, Stella Li di BYD ha confermato i discorsi con brand europei, tra cui Stellantis, affermando come anche l’Italia sia al centro delle discussioni. E per un brand che vuole staccarsi dall’”etichetta” cinese per validarsi come grande costruttore europeo, potrebbe aprisi come opportunità proprio l’acquisto di Maserati. Non è un mistero la sofferenza del Tridente, ma per BYD comprare gli oltre cento anni di storia, per puntare all’alto di gamma con un brand emozionale e riconosciuto potrebbe essere una ghiotta occasione di crescita. Per ora sono solo speculazioni, non ci sono segnali in merito, ma non ci resta che aspettare cosa verrà fuori dall’Investor day.
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