Incentivi 2026, qualcosa si muove

Resta ancora molto da definire della campagna di incentivi all'acquisto alla quale sta lavorando il Ministero delle Imprese. Categorie e soggetti beneficiari
Incentivi 2026, qualcosa si muove
© LAPRESSE

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 14 aprile 2026, 17:07

Pochi giorni sono bastati, lo scorso autunno, per esaurire l’intera dotazione del fondo destinato agli incentivi auto per privati e imprese, con l’estensione anche ai veicoli commerciali. L’acquisto di veicoli elettrici è stato sostenuto da una dotazione di 600 milioni di euro per le vetture omologate M1.

Di incentivi 2026 si torna a parlare dopo l’intervento, un videomessaggio, del ministro Adolfo Urso al convegno organizzato da Federauto: "Per stimolare la domanda prevediamo misure mirate, tra cui la reintroduzione di incentivi per i veicoli commerciali e alcune categorie specifiche, in modo da facilitare il rinnovo del parco circolante e sostenere la ripresa del mercato”.

Una predisposizione positiva nelle intenzioni ma - come dimostrato da precedenti campagne, vedi il 2024 - con un tempismo dell’annuncio rischioso. Alimentare l’attesa dell’arrivo di incentivi all’acquisto di veicoli commerciali genera un effetto di messa in pausa dell'acquisto in chi è in procinto o ha interesse a sostituire il mezzo da lavoro. Di fatto, si rischia di creare una fase di stallo e rinvio della stipula dei contratti.

Non ci saranno incentivi per le auto

Al momento ci troviamo in una fase di prospettiva, ricordando come lo gennaio, tra i bonus illustrati dal governo, fosse presente un punto relativo al sostegno dell’acquisto di mezzi destinati al trasporto merci. A seguito dell’intervento del ministro al convegno di Federauto, dal Dicastero delle Imprese e del Made in Italy è arrivata una puntualizzazione sul perimetro di applicazione degli incentivi allo studio: “Non è allo studio alcun incentivo per l’acquisto di auto”. Il provvedimento interesserà unicamente i veicoli commerciali.

La precedente tornata di ecobonus rivolti alle imprese, microimprese (fatturato inferiore ai 2 milioni di euro e meno di 10 dipendenti) e professionisti, prevedeva un bonus pari al 30% del prezzo di listino iva esclusa, per un contributo massimo di 20.000 euro destinato all’acquisto di un veicolo commerciale di categoria N1 o N2 elettrico, ibrido o bifuel a gpl o metano. I fondi del bonus PNRR, invece, erano vincolati all’acquisto di un veicolo commerciale N1 o N2 elettrico.

Effetti a fine anno sulle immatricolazioni 

Nelle scorse settimane, l’analisi dell’andamento del mercato dei veicoli commerciali leggeri fatta da Unrae, segnalava sul punto degli incentivi: “(…) considerati i tempi tecnici necessari per rendere operativa la misura, l’effettivo utilizzo delle risorse non sarà immediato e si stima che l’impatto sulle immatricolazioni si manifesterà a partire dall’ultimo quadrimestre dell’anno. Rimane pertanto confermata la previsione di una moderata flessione delle immatricolazioni, attese a 187.000 unità, con un arretramento dell’1,1% rispetto alle 189.000 unità consuntivate nell’intero 2025”.

Delineato il quadro intorno agli incentivi, limitati ai veicoli commerciali, nell’intervento di Urso non è mancata un’analisi dell’andamento del mercato e della domanda in crescita sull’usato: “lo scorso anno le immatricolazioni sono calate per auto e veicoli commerciali, registrando per la filiera produttiva italiana una contrazione significativa. Tuttavia, l'andamento ancora crescente delle compravendite dell'usato denota come in realtà il mercato chieda prodotti, ma evidentemente l'offerta non incontra il reale potere d'acquisto delle famiglie”.

Una domanda che avrebbe bisogno di un piano di supporto stabile e certo nelle tempistiche.

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