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Autovelox omologati, quanti sono quelli in regola?

Pubblicato il 2 febbraio 2026, 17:57
È di circa un autovelox ogni undici installati sulle strade italiane, la proporzione dei dispositivi che operano con una regolare approvazione e omologazione, quindi legittimamente utilizzabili. È questo il risultato giunto al termine del censimento durato due mesi, tempo concesso agli Enti locali per registrare gli estremi (modello, tipo, matricola e decreto di approvazione) di ogni singolo autovelox presente sul territorio: su circa 11 mila autovelox rilevati, solo 3.800 sono stati materialmente registrati sulla piattaforma attivata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; di questi, poco più di 1.000 sono risultati automaticamente in linea con i requisiti di omologazione che sono in fase di adozione.
Un tema spinoso, quello dell’omologazione dei dispositivi, dopo la sentenza adottata nel 2024 dalla Corte di Cassazione, che aveva disposto la nullità delle sanzioni elevate con l’impiego di autovelox non omologati ma esclusivamente "approvati".
Autovelox da spegnere
Alla luce dei dati comunicati dal Ministero, solo il 10% delle postazioni installate, a oggi, opera legittimamente e a prova di contestazione sull’omologazione, essendo stata automaticamente verificata a seguito del censimento.
Duemilaottocento autovelox sarebbero potenzialmente passibili, nei rilevamenti di infrazioni che potrebbero produrre, di contestazione relativamente alla loro mancata omologazione. I restanti, ovvero, gli oltre 7.000 autovelox che non sono stati censiti, andrebbero spenti secondo le disposizioni del decreto autovelox 2024, in vigore dallo scorso giugno.
Dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti rendono noto come “oggi finalmente abbiamo un quadro trasparente e verificabile di tutti gli apparecchi in uso: numero, tipologia, marca, modello e conformità. Un iter fortemente voluto dal Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini per garantire che gli autovelox siano uno strumento utile esclusivamente per evitare incidenti e non per fare cassa”.
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