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Carburanti e accise: cosa cambia dal 7 aprile

Fabiano Polimeni
Pubblicato il 20 marzo 2026, 17:04
Venti giorni di temporaneo sollievo, questo concede il taglio delle accise in vigore dal 19 marzo su benzina e diesel di 25 centesimi e di 12 centesimi sul GPL. E poi? In uno scenario di guerra imprevedibile, con le operazioni in Iran e nell’area del Golfo Persico a oggi lontane da un cessate il fuoco, l’Europa naviga a vista e così l’Italia.
Il Consiglio d’Europa, riunitosi giovedì, ha discusso misure per contrastare il caro energia ma che siano di carattere temporaneo e mirate. Gli Stati membri sono stati autorizzati a ricorrere ad aiuti di Stato per compensare gli aumenti, oltre a discussioni su interventi legati agli oneri di rete sulle forniture di energia elettrica per le industrie energivore e la proposta di ridurre le imposte sull’elettricità a un livello inferiore alla tassazione applicata sui combustibili fossili.
L'effetto sui prezzi e il fattore Brent
L’intervento sulle accise, al netto di tardivi adeguamenti al decreto legge o casi di pratiche scorrette e prezzi enormemente gonfiati, ha riportato i prezzi del diesel a 1,83 euro al litro al self service e la benzina a 1,63 euro/litro.
È la soglia più bassa dall’inizio della guerra in Iran, pompe bianche escluse. Perché regga l’effetto di contenimento dei prezzi è fondamentale che le quotazioni del Brent, il petrolio del Mare del Nord, riferimento per i prezzi europei, restino sui valori attuali appena sotto i 110 dollari al barile.
Viceversa, un incremento delle quotazioni verso i 120 dollari e oltre porterebbe al naturale aumento del prezzo della materia prima, con ripercussioni alla pompa e la somma di accise e Iva. Per ricondurre il prezzo di benzina e gasolio ai valori antecedenti il 28 febbraio, servirebbero quotazioni del Brent stabilmente sotto gli 80 dollari/barile.
Senza considerare il tempo necessario - ed è noto quanto i ribassi vadano al rallentatore - per l'adeguamento dei prezzi alla pompa al ribasso una volta scese le quotazioni del petrolio.
Il costo del taglio da 25 centesimi
Entro il 7 aprile il governo dovrà decidere se prolungare o meno il taglio delle accise. Per finanziare il provvedimento del decreto legge n°33/2026 sono necessari 417 milioni di euro nel corso del 2026, con i ministeri dell’Economia e Finanze (127,5 milioni di euro), Infrastrutture e Trasporti (96 milioni di euro) e Salute (86 milioni di euro) a dare il maggiore contributo. Estendere il taglio delle accise vorrà dire trovare gli strumenti per finanziare il provvedimento.
Tra le ipotesi circolate nelle ultime due settimane si è discusso di una tassazione degli extraprofitti delle compagnie petrolifere. Un’altra possibilità, per contenere il caro carburanti e in misura minore rispetto all’intervento attuato di 25 centesimi di taglio delle accise (20 centesimi più 4,4 centesimi di Iva) potrebbe arrivare con un intervento sull’extra-gettito Iva incassato dallo Stato in virtù del maggior prezzo dei carburanti alla pompa.
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