Prima della Luce, le Ferrari che hanno fatto discutere

Al di là dei gusti, certe scelte di stile non hanno sempre riscontrato dal pubblico una connessione con il dna del Cavallino Rampante. Tre esempi "bersagliati" 

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 26 maggio 2026, 17:14 (Aggiornato il 30 mag 2026 alle 16:38)

È capitato (di rado) che nella lunga storia delle Ferrari stradali alcuni modelli abbiano ricevuto un’accoglienza per così dire “tiepida”. Come è accaduto che alcune sportive siano invecchiate peggio di altre, diventate capolavori senza tempo.

Quel che la Ferrari Luce ha scatenato nell’immediatezza della presentazione è una serie di critiche feroci e commenti caustici sui social. Se negli ultimi 2 anni, tra l’annuncio del progetto elettrico e la sua presentazione, lo stigma degli appassionati era tutto rivolto alla proposta di una Ferrari a batterie, la presentazione ha spostato le critiche sul design. Giacché alla tecnologia, di primissimo piano, è arduo muovere delle critiche.

Luce e il design

Scorrendo una produzione sconfinata di supersportive, vetture di lusso, modelli buoni per la strada e idonei a correre e vincere, ad esempio, una 24 Ore di Le Mans, nella storia della Ferrari si trovano (pochi) modelli non esattamente riuscitissimi o apprezzatissimi dalla critica per il loro stile.

È bene sottolineare come il piano delle valutazioni fosse molto lontano dalle polemiche sorte intorno alla Luce. Come è opportuno evidenziare che l’impronta di stile sull’elettrica sia arrivata da Loveform di Jonathan Ive, creatore di prodotti iPhone per 20 anni, e Marc Newson. Non dal Centro Stile Ferrari diretto da Flavio Manzoni.

A voler essere critici, verrebbe da dire che design industriale e la specifica branca del design automobilistico non rispondono per forza agli stessi canoni estetici.

Dino 308 GT4

Tornando indietro al 1973, curiosamente come oggi una fase di crisi petrolifera e sempre per questioni legate al Golfo Persico e agli scenari in Iran, la Dino 308 GT4 si presentò come la prima Rossa disegnata da Bertone, dopo una carrozzeria realizzata a inizio anni Cinquanta e il concept Rainbow dei Sessanta.

La 308 GT4 arrivò in un periodo nel quale Ferrari con Pininfarina aveva rivoluzionato il design del marchio con la Daytona, mentre la firma di Bertone caratterizzava  progetti rimasti nella storia come la Lamborghini Urraco. Due linguaggi di stile molto diversi tra loro e la proposta delle linee spigolose a cuneo del frontale sulla Dino 304 GT4 non raccolse grandi consensi della critica, che ritenne le proporzioni nel loro insieme molto (troppo) sobrie. Linee che nascondevano una coupé 2+2 a motore posteriore centrale, un V8 3 litri da 255 cavalli. 

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