Crisi automotive Europa: al #FORUMAutoMotive appello urgente all’UE

Filiera unita chiede una svolta immediata mentre i dati confermano un mercato stagnante e l’avanzata dei produttori cinesi

Crisi automotive Europa: al #FORUMAutoMotive appello urgente all’UE

Luca TalottaLuca Talotta

Pubblicato il 24 marzo 2026, 15:59

La crisi automotive europea entra in una fase sempre più critica e il messaggio che arriva dal #FORUMAutoMotive è netto: «Abbiamo toccato il fondo, serve una svolta subito». L’evento milanese, che ha riunito rappresentanti dell’intera filiera, ha evidenziato un settore sotto pressione tra stagnazione del mercato, concorrenza globale e incertezze normative.

A emergere con forza è una richiesta condivisa: l’Europa deve cambiare approccio, abbandonando logiche esclusivamente regolatorie per adottare una vera strategia industriale.

Mercato fermo e Cina in crescita

Il quadro delineato dallo studio AlixPartners è chiaro. Il mercato automotive europeo resta sostanzialmente fermo, con volumi stagnanti e ancora lontani dai livelli pre-Covid. Anche l’Italia mostra segnali di debolezza, con una flessione delle immatricolazioni rispetto all’anno precedente.

In questo contesto, la crescita arriva soprattutto dai costruttori cinesi, che stanno guadagnando rapidamente quote di mercato. Le previsioni indicano un aumento fino al 13% entro il 2030, con un’espansione già evidente anche in Italia, dove la presenza dei brand asiatici è in costante crescita.

Questa dinamica si inserisce in uno scenario di sovraccapacità produttiva europea, destinata ad aumentare con la progressiva localizzazione degli stessi produttori cinesi nel continente. Un fattore che rischia di intensificare ulteriormente la pressione competitiva su un’industria già fragile.

Filiera sotto pressione tra costi e regole

Durante il forum è emersa una forte preoccupazione per l’impatto combinato di costi energetici, materie prime e normative europee. Le imprese segnalano rincari significativi, con aumenti anche rilevanti su componenti chiave e difficoltà nella gestione delle forniture.

A questo si aggiunge un quadro regolatorio percepito come rigido e poco allineato alle reali dinamiche del mercato. Il rischio, secondo molti operatori, è quello di comprimere ulteriormente i margini delle aziende e di rallentare la capacità di investimento.

Il tema dell’energia si conferma centrale: disponibilità, costi e sostenibilità ambientale rappresentano un equilibrio difficile da mantenere, ma decisivo per il futuro del comparto.

Occupazione e industria: il punto di non ritorno

Uno degli aspetti più delicati riguarda l’occupazione. Il settore automotive europeo coinvolge milioni di lavoratori e rappresenta un pilastro economico fondamentale. Tuttavia, i segnali attuali indicano una crescente difficoltà.

Secondo le voci emerse durante il dibattito, il rischio è quello di aver raggiunto un punto di non ritorno, soprattutto per la componentistica. La perdita di competitività potrebbe tradursi in delocalizzazioni e riduzione della capacità produttiva.

La questione non è solo economica, ma anche strategica: perdere l’industria automotive significa perdere competenze, innovazione e autonomia tecnologica.

Neutralità tecnologica e futuro della mobilità

Uno dei temi più discussi riguarda la necessità di adottare un approccio più aperto alla neutralità tecnologica. La transizione verso la decarbonizzazione non dovrebbe essere legata a una sola soluzione, ma lasciare spazio a diverse tecnologie e carburanti alternativi.

In questo senso, il dibattito ha evidenziato come una visione troppo rigida possa limitare le opportunità di innovazione e penalizzare alcune filiere già sviluppate, come quelle legate ai carburanti alternativi.

Allo stesso tempo, è emersa la necessità di investire in ambiti strategici come batterie, software e guida autonoma, per evitare di perdere terreno rispetto ai competitor globali.

Un appello unitario alle istituzioni europee

Il messaggio finale del #FORUMAutoMotive è stato condiviso da tutta la filiera: serve un cambio di rotta immediato. Le richieste all’Unione Europea riguardano maggiore pragmatismo, semplificazione normativa e politiche industriali capaci di sostenere la produzione interna.

L’obiettivo è chiaro: rendere la transizione sostenibile non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico e sociale. Senza un intervento concreto, il rischio è quello di assistere a un progressivo indebolimento dell’intero settore.

Il comparto automotive, spesso al centro del dibattito pubblico, dimostra ancora una volta di essere un asset strategico per l’Europa. Difenderlo e rilanciarlo non significa opporsi al cambiamento, ma guidarlo con equilibrio e visione.

Premio e riconoscimenti

A margine dell’evento è stato assegnato il “Premio speciale #FORUMAutoMotive 2026” a Maria Conti, Chief Communication di Ferrari, per il suo percorso professionale e il contributo alla comunicazione del brand.

Un riconoscimento che sottolinea come, anche in un momento complesso, il settore continui a valorizzare competenze e professionalità di alto livello.

 

 

 

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