Telecamera corsia preferenziale Torino: 30mila multe, 116 sanzioni al giorno

Protagonista la telecamera su corso Orbassano: tra trasporto pubblico e automobilisti si apre un nuovo fronte sul tema delle regole e dell’equilibrio urbano
Telecamera corsia preferenziale Torino: 30mila multe, 116 sanzioni al giorno

Luca TalottaLuca Talotta

Pubblicato il 3 marzo 2026, 16:39 (Aggiornato il 3 marzo 2026, 16:02)

La telecamera sulla corsia preferenziale di Torino installata tra corso Orbassano e Strada del Portone ha fatto registrare numeri che non passano inosservati: circa 30mila multe in pochi mesi, con una media di 116 sanzioni al giorno. Un dato che si aggiunge alle 22.255 rilevate dall’impianto su corso Orbassano all’altezza di corso Adriatico e alle quasi 17mila tra corso Potenza e via Val della Torre.

Numeri che raccontano molto più di una semplice infrazione al codice della strada. Raccontano una città alle prese con un equilibrio delicato tra mobilità privata e trasporto pubblico, tra esigenze quotidiane degli automobilisti e necessità di garantire puntualità ai bus.

Corsia preferenziale Torino e controlli elettronici

Le corsie preferenziali, per definizione, sono spazi riservati a bus e mezzi pubblici. Non rappresentano un privilegio, ma uno strumento operativo per rendere il servizio più rapido e competitivo. In una città come Torino, dove migliaia di persone ogni giorno utilizzano il trasporto pubblico locale, il rispetto di queste corsie incide direttamente sulla qualità del servizio.

Il dato delle 30mila sanzioni in pochi mesi evidenzia però una questione più complessa. È evidente che il mancato rispetto delle corsie preferenziali compromette la regolarità delle linee, rallentando autobus e creando disagi a chi sceglie il mezzo collettivo. Ma è altrettanto evidente che un numero così elevato di multe impone una riflessione più ampia.

Non si può liquidare la questione parlando soltanto di «automobilisti indisciplinati». In molti casi entrano in gioco segnaletica poco visibile, cambiamenti recenti della viabilità, abitudini consolidate nel tempo e, non ultimo, una pressione del traffico che in alcune arterie rende difficile orientarsi rapidamente.

Mobilità urbana e diritto alla strada

Il tema centrale resta la mobilità urbana. Garantire puntualità ai bus è una priorità, soprattutto in un contesto in cui si chiede ai cittadini di ridurre l’uso dell’auto privata per ragioni ambientali e di sostenibilità. Se il trasporto pubblico non è competitivo in termini di tempi, diventa difficile convincere chi guida ogni giorno a cambiare abitudini.

Allo stesso tempo, però, non si può ignorare il punto di vista degli automobilisti. In molte zone della città l’auto rimane uno strumento necessario: per lavoro, per esigenze familiari, per mancanza di alternative efficienti. Quando le sanzioni si moltiplicano in modo così significativo, il rischio è che si alimenti la percezione di un sistema punitivo più che educativo.

Il vero nodo non è la legittimità dei controlli – che sono previsti dalla normativa – ma la proporzionalità e la chiarezza. Una telecamera che genera oltre cento multe al giorno segnala certamente infrazioni diffuse, ma può anche indicare un problema di comunicazione o di progettazione dello spazio urbano.

Trasporto pubblico e cultura delle regole

Difendere il settore automotive non significa negare l’importanza delle corsie preferenziali. Significa piuttosto chiedere un equilibrio. L’auto non è un nemico della città: è uno strumento che, se integrato correttamente con il trasporto pubblico, può convivere in un sistema efficiente.

L’obiettivo dovrebbe essere duplice: da un lato rafforzare la cultura del rispetto delle regole, dall’altro accompagnare i cambiamenti con una segnaletica chiara, campagne informative e soluzioni che riducano l’errore involontario. Perché una sanzione, per essere davvero efficace, deve prima di tutto essere percepita come giusta.

In questo senso, il caso della telecamera corsia preferenziale Torino rappresenta un banco di prova. Le amministrazioni hanno il dovere di garantire la puntualità dei bus e tutelare chi sceglie il trasporto pubblico. Ma devono anche evitare che l’automobilista venga percepito come il solo responsabile delle inefficienze del sistema.

Una mobilità moderna si costruisce con infrastrutture adeguate, controlli intelligenti e regole condivise. Senza contrapposizioni ideologiche. Perché la strada è di tutti, e solo un equilibrio tra esigenze diverse può rendere davvero funzionale una città complessa.

L’auspicio è che da questi numeri nasca un confronto costruttivo: meno polemiche e più progettazione. Perché la vera sfida non è fare multe, ma far funzionare meglio la mobilità urbana.

 

 

 

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading

Auto più vendute a febbraio in Italia, non mancano le sorprese (positive e non)

Il podio delle immatricolazioni nel mese rispecchia quello del bimestre: colpiscono i risultati di Leapmotor, la crescita sostenuta di Aygo X e il calo di Dacia

Vicenza Classic Car Show, attesa per il ritorno della Lotus Emira V6

In occasione dell'evento verrà presentata al pubblico in anteprima. Un vero gioiello "old school" simbolo della sportività del Marchio inglese