Temi caldi
Diesel, prezzo record: ai massimi da quasi un anno
Il prezzo diesel sale a 1,714 euro al litro in self service, complice l’aumento delle accise: tutti i numeri aggiornati e l’impatto su automobilisti e imprese

Luca Talotta
Pubblicato il 26 febbraio 2026, 21:14
Il prezzo diesel torna sotto i riflettori e raggiunge il livello più alto degli ultimi mesi. Oggi, mercoledì 25 febbraio 2026, il gasolio in modalità self service tocca quota 1,714 euro al litro, un valore che non si registrava dal 6 marzo 2025. Un dato che pesa su milioni di automobilisti italiani e sull’intero comparto della logistica.
L’incremento non arriva in modo isolato. A incidere in maniera significativa è anche l’aumento dell’accisa di cinque centesimi al litro entrato in vigore dal primo gennaio 2026, una misura che ha modificato l’equilibrio fiscale tra diesel e benzina.
Prezzo diesel a 1,714 euro: i dati ufficiali
Secondo la consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, su dati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy ed elaborati su circa 20mila impianti, il quadro aggiornato è il seguente:
Benzina self service: 1,665 euro/litro (+3 millesimi), con medie compagnie a 1,674 e pompe bianche a 1,648.
Diesel self service: 1,714 euro/litro (+4 millesimi), compagnie a 1,724, pompe bianche a 1,694.
Sul servito:
Benzina: 1,805 euro/litro (+4), compagnie 1,851, pompe bianche 1,718.
Diesel: 1,852 euro/litro (+4), compagnie 1,899, pompe bianche 1,761.
Per quanto riguarda gli altri carburanti:
Gpl servito a 0,688 euro/litro (-1).
Metano servito a 1,406 euro/kg (invariato).
Gnl a 1,231 euro/kg (-2).
In autostrada i prezzi risultano ancora più elevati:
Benzina self service 1,769 euro/litro (servito 2,029).
Diesel self service 1,816 euro/litro (servito 2,075).
Numeri che confermano una dinamica al rialzo, con il diesel che torna ai massimi da quasi un anno.
Accise e gettito: cosa cambia nel 2026
L’aumento dell’accisa sul gasolio di cinque centesimi al litro è stato introdotto contestualmente a una riduzione dell’aliquota sulla benzina. L’obiettivo dichiarato è eliminare quello che veniva considerato un «sussidio ambientalmente dannoso», ovvero la tassazione più leggera sul diesel rispetto alla verde.
L’operazione, tuttavia, non è a saldo zero: secondo le stime, genererà un gettito aggiuntivo di circa 600 milioni di euro nel solo 2026. Questo significa che, oltre alle dinamiche internazionali legate al prezzo del greggio, una parte del rincaro è direttamente riconducibile alla leva fiscale nazionale.
È un passaggio che riapre una riflessione più ampia sul rapporto tra politica ambientale e sostenibilità economica. Il diesel resta infatti una componente essenziale del trasporto merci e di una parte significativa del parco circolante italiano. Ogni variazione strutturale delle accise ha effetti immediati sui costi operativi delle imprese e sulle spese delle famiglie.
Impatto su mercato auto e consumatori
Il rialzo del prezzo diesel si inserisce in un contesto di transizione per il settore automotive. Se da un lato cresce l’offerta di modelli ibridi ed elettrici, dall’altro il gasolio continua a rappresentare una scelta strategica per chi percorre lunghe distanze.
Nonostante le restrizioni ambientali in alcune aree urbane, il diesel moderno garantisce efficienza nei consumi e autonomie elevate. Tuttavia, quando il prezzo alla pompa supera soglie simboliche come quella attuale, cambia anche la percezione di convenienza.
Per il mercato auto, questo scenario può influire sulle decisioni di acquisto, ma non determina automaticamente un abbandono del diesel. La scelta resta legata a molteplici fattori: chilometraggio annuo, tipologia di utilizzo, costo totale di possesso e valore residuo.
In un quadro complesso, l’industria automobilistica si trova ancora una volta a dover bilanciare innovazione tecnologica e accessibilità economica. La stabilità dei carburanti rappresenta un elemento chiave per garantire equilibrio tra transizione energetica e tutela del potere d’acquisto.
Il ritorno del diesel ai massimi da quasi un anno conferma quanto il tema carburanti resti centrale nel dibattito pubblico italiano, tra esigenze ambientali, sostenibilità fiscale e necessità di mobilità quotidiana.
Iscriviti alla newsletter
Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
Commenti
Loading


