Renault e l'elettrico, chiude Ampere: attività controllate direttamente

La divisione specializzata sull'elettrico, voluta da de Meo, verrà inglobata e Renault avrà il controllo degli impianti. Dalla mancata quotazione alla chiusura
Renault e l'elettrico, chiude Ampere: attività controllate direttamente
© Ampere

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 22 gennaio 2026, 14:39

Dopo Mobilize e le sue attività di car sharing, un altro pezzo della visione di Luca de Meo, che ha rimodellato e portato al successo Renault, si prepara a essere smantellato. La divisione Ampere, responsabile della ricerca e sviluppo, della progettazione e produzione dei modelli elettrici Renault, oltre allo sviluppo delle architetture elettroniche, del software e delle batterie, verrà chiusa. Resteranno unicamente Ampere Energy e Ampere Software, per le attività legate alle batterie e al software.

Verrà meno la divisione indipendente, creata nel 2023 e controllata al 100% da Renault, con l’integrazione di tutti i 12 mila dipendenti direttamente sotto il controllo della casa francese. Una chiave di lettura, anticipata dall’agenzia Reuters, riprendendo figure a conoscenza della vicenda, vede l’integrazione dell’attività Ampere sotto Renault come “logica” conseguenza della mancata quotazione della divisione nel 2024.

Le stime, allora, erano di un valore tra gli 8 e i 10 miliardi di euro per Ampere e la decisione di non procedere con l’offerta pubblica iniziale, per una valutazione di mercato inferiore alle attese, lasciò il controllo interamente nelle mani del Gruppo francese. Ricordiamo come Ampere sia nata per curare il business dei modelli elettrici, mentre una joint venture avviata in parallelo, insieme a Geely, era rivolta alla ricerca, sviluppo e produzione di motori ibridi.

Le novità per gli impianti di produzione

Le attività di ingegneria, sullo sviluppo software e l’elettrico verranno inglobate, mentre lo scenario intorno ai siti produttivi si prospetta molto diverso. Impianti come Douai, Cleon, Maubeuge, dalle specializzazioni sull’elettrico potrebbero tornare a una produzione “mista” di modelli termici, ibridi e full electric. A Cleon, nello specifico, dove Ampere avrebbe dovuto produrre esclusivamente motogeneratori per le elettriche, Renault assemblerà anche droni destinati all’impiego militare, dopo la commessa del governo francese.

Con l’assorbimento di Ampere e il controllo diretto sui siti produttivi, Renault punta a “migliorare i processi, accelerare le prestazioni degli impianti e semplificare gli organismi di governance”, secondo quanto comunicato dal Gruppo a Le Figaro.

Un deciso cambio di strategia attuato dal nuovo a.d. Provost, per nulla in continuità con il predecessore e con all’orizzonte un nuovo piano industriale da presentare il prossimo marzo, per tracciare gli obiettivi e le strategie del Gruppo dopo il 2027.

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