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Rc auto, il premio medio sale a 629 euro: aumenti in vista per oltre 500 mila automobilisti
Nel 2026 più di mezzo milione di assicurati vedrà peggiorare la classe di merito dopo un sinistro con colpa. Tra calo degli incidenti e nuove tasse, il mercato resta in equilibrio fragile.

Luca Talotta
Pubblicato il 12 gennaio 2026, 07:53
Il 2026 si apre con segnali contrastanti per l’Rc auto. Da un lato, il numero dei sinistri con colpa dichiarati è in diminuzione; dall’altro, oltre 500.000 automobilisti italiani dovranno fare i conti con un aumento del premio assicurativo a causa del peggioramento della classe di merito. Una dinamica che si inserisce in un contesto tariffario già sotto osservazione, con il premio medio nazionale che a dicembre 2025 ha raggiunto quota 629,24 euro.
A fotografare la situazione è l’osservatorio di Facile.it, che evidenzia come il costo dell’Rc auto sia cresciuto dell’1,51% rispetto a sei mesi prima, pur restando inferiore ai livelli registrati a fine 2024. Un equilibrio delicato, che potrebbe essere messo alla prova nei prossimi mesi dall’aumento dei costi di gestione dei sinistri e dalla nuova tassazione su alcune garanzie accessorie.
Rc auto e tariffe: tra stabilità apparente e nuove pressioni
Guardando ai numeri complessivi, il mercato assicurativo auto mostra un andamento meno turbolento rispetto agli anni passati. Il premio medio di dicembre 2025 risulta in calo su base annua, ma il trend semestrale segnala una lenta risalita dei prezzi. Un segnale che non passa inosservato agli operatori del settore.
Secondo Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it, il quadro resta complesso: «Sebbene contenuto rispetto al passato, nell’ultimo semestre le tariffe hanno mostrato un trend di crescita. Il 2026 si apre con segnali positivi, come il calo della frequenza dei sinistri, ma permangono alcune criticità legate al valore medio dei risarcimenti e all’aumento dell’imposta sulle garanzie accessorie».
Dal 1° gennaio 2026, infatti, l’imposta su assistenza stradale e infortuni conducente è salita al 12,5%, un elemento che potrebbe riflettersi sul costo finale delle polizze, soprattutto per chi sceglie coperture più complete.
Sinistri con colpa: chi pagherà di più nel 2026
Il vero nodo riguarda gli assicurati che nel corso del 2025 hanno denunciato un sinistro con colpa. A livello nazionale, la percentuale è pari all’1,54%, ma questo dato medio nasconde differenze territoriali e demografiche molto marcate.
Dal punto di vista geografico, la Liguria guida la classifica delle regioni con la quota più alta di automobilisti che vedranno aumentare il premio Rc auto (2,06%), seguita da Marche e Sardegna. All’estremo opposto si collocano Calabria, Basilicata e Friuli-Venezia Giulia, dove la frequenza dei sinistri con colpa risulta sensibilmente più bassa.
Scendendo a livello provinciale, emergono situazioni ancora più polarizzate: Fermo, Imola e Cagliari sono le province con le percentuali più elevate di sinistri denunciati, mentre Vercelli, Pordenone e Reggio Calabria si distinguono per i valori più contenuti.
Età, genere e professione: l’identikit dell’assicurato penalizzato
Analizzando il profilo degli automobilisti che vedranno peggiorare la classe di merito, emergono tendenze interessanti. Le donne risultano leggermente più esposte rispetto agli uomini, con una percentuale di sinistri con colpa pari all’1,74% contro l’1,42%.
Dal punto di vista anagrafico, il dato cresce con l’età: la fascia 35-44 anni è quella più virtuosa, mentre tra gli over 75 la percentuale supera il 2%. Un elemento che invita a superare alcuni luoghi comuni sulla sinistrosità, mostrando come l’esperienza alla guida non sempre si traduca in minori rischi assicurativi.
Ancora più netta la differenza se si guarda alla professione. Gli agenti di commercio risultano la categoria più colpita, con oltre il 3,5% di sinistri con colpa dichiarati, seguiti da pensionati e impiegati. Un dato che riflette probabilmente un uso più intenso del veicolo, soprattutto per motivi lavorativi.
Uno scenario da monitorare nei prossimi mesi
Nel complesso, il mercato Rc auto italiano si muove su un crinale sottile. Il calo dei sinistri rappresenta un segnale incoraggiante, ma l’aumento dei costi medi dei risarcimenti e la nuova fiscalità sulle garanzie accessorie rischiano di alimentare ulteriori rincari. Per gli automobilisti, il 2026 potrebbe quindi tradursi in un anno di attenzione maggiore alla scelta della polizza, valutando con cura coperture, franchigie e reali necessità.
In un contesto in cui ogni dettaglio incide sul premio finale, confrontare le offerte e comprendere le dinamiche della propria classe di merito resta una delle poche leve a disposizione per contenere la spesa assicurativa.
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