Temi caldi
Auto usate: gli italiani tengono l’auto più a lungo e macinano più chilometri della media europea

Luca Talotta
Pubblicato il 9 gennaio 2026, 17:47
Nel mercato delle auto usate, il numero di proprietari precedenti e i chilometri percorsi restano due dei principali indicatori utilizzati dagli acquirenti per valutare l’affidabilità di un veicolo. In Italia, però, questi parametri raccontano una storia diversa rispetto a molti altri Paesi europei. Gli automobilisti italiani tendono infatti a tenere l’auto più a lungo e a percorrere, nel complesso, più chilometri prima di rivenderla. Un dato che, letto senza contesto, potrebbe far pensare a veicoli più “stanchi”, ma che in realtà apre a riflessioni più articolate.
Secondo uno studio condotto da carVertical, specializzata nell’analisi dei dati legati al settore automotive, l’Italia si colloca sopra la media europea per chilometraggio totale per singolo proprietario, ma resta allineata quando si guarda all’utilizzo annuo del veicolo. Un equilibrio che racconta molto delle abitudini di guida e del rapporto degli italiani con l’automobile.
Auto usate e chilometraggio: l’Italia sopra la media europea
I dati analizzati mostrano che in Italia un automobilista percorre in media oltre 104.000 chilometri con la stessa auto prima di venderla. Un valore nettamente superiore alla media europea, che si ferma sotto gli 80.000 km. In alcuni Paesi, come Polonia, Slovacchia e Portogallo, il chilometraggio per singolo proprietario risulta addirittura più elevato, mentre in altre realtà europee i numeri crollano drasticamente.
Serbia, Ucraina e Ungheria rappresentano l’estremo opposto della classifica: qui le auto cambiano proprietario dopo pochi chilometri, talvolta meno di 20.000. Un dato che non va interpretato automaticamente come sinonimo di scarsa qualità, ma che segnala mercati più dinamici, con veicoli che passano di mano rapidamente e con maggiore frequenza.
Il chilometraggio complessivo, però, non racconta tutto. Conta come e quanto un’auto viene utilizzata ogni anno, non solo la distanza totale percorsa prima della vendita. Ed è su questo punto che l’Italia mostra un profilo più equilibrato di quanto si possa immaginare.
Gli italiani cambiano auto meno spesso, ma la usano in modo regolare
In media, un automobilista italiano mantiene la stessa auto per circa 5,4 anni. Non è il valore più alto in Europa, ma è superiore a quello di molti mercati considerati più “fluidi”, dove il ricambio dei veicoli è molto più rapido. In Portogallo, ad esempio, la durata media di possesso supera i sette anni, mentre in Polonia si attesta poco sopra i sei.
All’estremo opposto, Serbia e Ucraina fanno registrare una durata di possesso inferiore all’anno e mezzo. In questi contesti, l’auto viene spesso acquistata e rivenduta nel giro di pochi mesi, riducendo drasticamente l’incentivo a investire in manutenzioni profonde o interventi strutturali.
Un’auto che resta più a lungo nelle mani dello stesso proprietario, invece, tende ad essere seguita con maggiore continuità, soprattutto se utilizzata quotidianamente. È qui che entra in gioco il dato sul chilometraggio medio annuo: in Italia si percorrono poco meno di 20.000 km all’anno, un valore molto vicino alla media europea. Questo significa che, pur accumulando molti chilometri nel tempo, l’uso dell’auto resta relativamente costante e non eccessivamente stressante per la meccanica.
Affidabilità e mercato dell’usato: da dove conviene acquistare
Lo studio mette in luce anche un altro aspetto cruciale per chi guarda al mercato delle auto usate importate. Alcuni Paesi presentano un rischio potenzialmente maggiore in fase di acquisto, soprattutto perché combinano chilometraggi annui elevati e frequenti cambi di proprietà.
Spagna, Finlandia, Repubblica Ceca e Ucraina rientrano tra i mercati più delicati sotto questo profilo. In Spagna, ad esempio, un’auto viene tenuta in media per quattro anni, ma percorre oltre 23.000 km all’anno. Un utilizzo intenso che, sommato a passaggi di mano frequenti, può incidere negativamente sulla longevità del veicolo.
Situazione diversa per Germania, Lituania, Portogallo e Regno Unito, dove le auto vengono utilizzate meno intensamente ogni anno e restano più a lungo con lo stesso proprietario. In questi mercati, secondo l’analisi, le probabilità di trovare auto usate meglio mantenute risultano più elevate, a patto di verificare sempre la storia del veicolo.
Oltre i numeri: perché la manutenzione fa la differenza
I dati su chilometraggio e durata di possesso sono indicatori preziosi, ma non possono sostituire una valutazione più approfondita. Le abitudini di guida, la tipologia di percorsi e la qualità della manutenzione incidono in modo decisivo sulle condizioni reali di un’auto usata.
Tragitti brevi e frequenti, guida aggressiva o manutenzione irregolare possono compromettere un veicolo anche con chilometraggi apparentemente contenuti. Al contrario, un’auto che ha percorso molti chilometri in modo regolare, su lunghe distanze e con controlli costanti, può rivelarsi più affidabile di quanto il contachilometri lasci intendere.
In un mercato dell’usato sempre più internazionale e competitivo, la trasparenza dei dati diventa quindi un elemento centrale. Sapere dove è stata utilizzata un’auto, per quanto tempo e con quale intensità è oggi uno strumento fondamentale per fare una scelta consapevole.
Iscriviti alla newsletter
Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
Commenti
Loading


