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Desner guarda al 2026 con il lancio di Fipa spa: una nuova fabbrica italiana per i veicoli leggeri

Luca Talotta
Pubblicato il 29 dicembre 2025, 18:31
Negli ultimi anni la mobilità elettrica leggera ha smesso di essere una nicchia sperimentale per diventare una risposta concreta alle esigenze delle città europee. In questo scenario si inserisce il percorso di Desner, marchio che ha costruito la propria identità lavorando a stretto contatto con partner internazionali e concentrandosi su veicoli pensati per un utilizzo urbano reale, efficiente e sostenibile.
Ora questa traiettoria entra in una fase decisiva. Il 2026 segnerà infatti il debutto di Fipa S.p.A., una nuova realtà industriale che punta a riportare in Italia competenze, processi e know-how maturati all’estero, con l’obiettivo di avviare una produzione nazionale di veicoli leggeri destinati al mercato europeo. Un passaggio che non è solo industriale, ma anche simbolico, in un settore in cui il nostro Paese ha una tradizione storica spesso sottovalutata.
Un progetto industriale che parte dall’esperienza globale
Il percorso che porta alla nascita di Fipa non nasce dal nulla. Desner ha operato per anni su scala internazionale, contribuendo allo sviluppo di quadricicli e microcar elettriche progettate per rispondere alle esigenze concrete della mobilità urbana: spazi ridotti, costi di utilizzo contenuti, semplicità di ricarica e una sostenibilità che non sia solo dichiarata, ma misurabile.
Questa esperienza ha permesso di comprendere limiti e opportunità dei modelli produttivi extraeuropei. Da qui la scelta di invertire la rotta, riportando parte della filiera in Italia e costruendo una piattaforma industriale capace di dialogare direttamente con il mercato europeo, le sue normative e le sue specificità.
Al centro del progetto c’è una visione chiara: i veicoli leggeri elettrici non devono essere considerati un ripiego rispetto all’auto tradizionale, ma una soluzione strutturale per le città, complementare al trasporto pubblico e coerente con le politiche di riduzione delle emissioni.
Italia protagonista tra industria e competenze
La nascita di Fipa S.p.A. rimette l’Italia al centro di un segmento, quello dei quadricicli e dei veicoli urbani, che storicamente ha visto il nostro Paese come protagonista. Non si tratta solo di assemblaggio, ma di ingegnerizzazione, controllo dei processi e sviluppo del prodotto, elementi chiave per competere in Europa.
In questa prospettiva si inserisce la trattativa in corso per la riqualifica dello stabilimento LEAR di Grugliasco, un sito industriale che potrebbe diventare il cuore produttivo del nuovo progetto. Un’operazione che, se confermata, rappresenterebbe anche un esempio di riconversione industriale coerente con la transizione energetica, evitando ulteriore consumo di suolo e valorizzando infrastrutture esistenti.
Il rapporto con le istituzioni e con il governo rientra in questa logica. La produzione di veicoli leggeri elettrici non è solo un tema industriale, ma anche una leva di politica economica e ambientale, capace di generare occupazione qualificata e di rafforzare la filiera nazionale dell’automotive in una fase di profondo cambiamento.
La visione di Desner verso il 2026
A raccontare questa evoluzione è anche Angelo Sun, founder di Desner Auto e socio di Fipa S.p.A., che nelle prossime settimane entrerà nel dettaglio del progetto industriale, degli obiettivi produttivi e delle prospettive di mercato. Al centro resta una convinzione: senza una base produttiva europea, la mobilità elettrica leggera rischia di dipendere eccessivamente da modelli e forniture esterne.
Guardando al 2026, Fipa si propone come una piattaforma aperta, capace di sviluppare più modelli e di adattarsi rapidamente alle evoluzioni normative e di mercato. In un’Europa che chiede veicoli sempre più sostenibili, accessibili e adatti alla vita urbana, la sfida non è solo tecnologica, ma industriale e culturale.
Difendere il settore automotive oggi significa anche questo: investire in segmenti nuovi, credere nella capacità produttiva italiana e costruire alternative credibili all’auto tradizionale, senza contrapposizioni ideologiche ma con una visione pragmatica e di lungo periodo.
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