F1, lezione planetaria: la passione è riaccesa

Liberty Media ha svecchiato e rilanciato un prodotto senza trascurare il business conquistando nuovi fan tra i giovani

F1, lezione planetaria: la passione è riaccesa

Guido MedaGuido Meda

Pubblicato il 9 agosto 2022, 18:26 (Aggiornato il 9 agosto 2022, 17:05)

Le consuetudini si radicano e quelli che tutti chiamavamo scioccamente “i sorpassi finti” della F.1 oggi riusciamo serenamente a catalogarli come sorpassi da urlo, da leggenda, mai visto niente di simile. Perché un conto è sfruttare il DRS sul dritto, un altro è finalizzare la staccata, resistere, pensare e poi mantenere una traiettoria assurda. È roba da fighi, altro che! Ma per arrivare a capirlo è servita la rivoluzione culturale di Liberty Media. La Formula 1 è riuscita a rendere gustose le strategie, pure le penalità e persino l’involuzione tecnologica del 2022 a vantaggio del risparmio. Ha reso virtuoso l’ibrido, ha abbattuto il rumore senza che sia più un dramma. Si è magari un po’ allontanata dai nostalgici, ma ha accolto milioni di appassionati nuovi.

La Formula 1 è riuscita a romanzarsi nel mondo affidandosi ad un format video come “Drive to survive” che è diventato virale e vitale. Ma il romanzo non regge se non ha riscontri reali, che la F.1 produce invece in grande quantità con azioni super e personaggi giovani e meno giovani sempre inquadrati nel contesto eroico e privilegiato della passione storica. Persino in America, dove hanno sempre preferito gli ovali, ora è boom e se sei un vip americano e non hai il pass per Miami, beh, non sei nessuno. La Formula 1 è arrivata al top smantellando i pilastri della vecchia visione Bernie-centrica di Ecclestone a favore di un prodotto moderno che, senza perdere la dimensione del business, sta rilanciando la passione per l’auto anche tra giovani e giovanissimi. Dico con orgoglio che anche la narrazione locale conta, ma rischierei di sembrare partigiano dalla parte dell’azienda per cui lavoro e del team che guido.

Facciamo che invece quella della Formula 1 è stata una lezione planetaria e radicale, e se fossi uno studente la analizzerei per la mia tesi di laurea, sfruttandola per imparare come si fa in generale a svecchiare e a rilanciare. Il mondo dell’auto dovrebbe della gratitudine alla F.1. Le scadenze della transizione mettono ansia, ma io sono curioso di vedere la strada che imboccherà la Formula 1, immaginando che possa essere di ispirazione per molti. Fermo restando che contano anche la fortuna e gli uomini; o meglio, conta la fortuna di avere uomini come Hamilton, come Verstappen, come Sainz, come Russell, come Norris, come Ricciardo e come Leclerc; che tengo per ultimo solo per dire di una stima speciale. È della Ferrari, ed è un fenomeno all’ultimo miglio prima di diventare Campione. Il miglio in cui si fa ancora qualche errore, lo si individua, lo si ammette e poi non lo si ripete più. Magari non nel 2022, ma il suo tempo sta per arrivare e sarà bellissimo

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