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Omoda 7 SHS-p, il primo test

Roberto Gurian
Pubblicato il 3 febbraio 2026, 10:33
In soli 12 mesi, la progressione di Omoda e Jaecoo è stata quasi vertiginosa. I due Marchi di esportazione del gruppo cinese Chery hanno infatti raggiunto, in coppia, una penetrazione complessiva del 2% sul mercato italiano nel 2025, partendo da quota 0,41% registrata nel mese di gennaio. Per il 2026 la gamma della Omoda si amplia con l’arrivo della 7 SHS-P. Si tratta di un Suv ibrido plug-in che si posiziona tra le già note Omoda 5 e Omoda 9 con caratteristiche interessanti.
Come è fatta
Lo stile non si dissocia da quello già visto sui precedenti modelli del Marchio, con un frontale verticale che ingloba una presa d’aria con elementi esagonali. Sottili gruppi ottici, fiancate slanciate e un posteriore con led dal disegno che ricorda la folgore caratterizzano la vettura. A bordo ci sono finiture di ottimo livello con selleria in tessuto ed ecopelle e poggiatesta integrati anche dietro. Moltissimi gli equipaggiamenti di serie, con il grande touchscreen centrale da 15”6 che può scorrere a destra sino sotto gli occhi del passeggero anteriore.
La scheda tecnica dell'Omoda 7
La propulsione è affidata a un motore a benzina di 1,5 litri a ciclo Miller da 143 cavalli, abbinato a due motori elettrici. Quello più potente, da 150 kW (204 cavalli) viene utilizzato solo per la trazione mentre l’altro da 60 kW (82 cavalli) serve per la ricarica della batteria. Quest’ultima è da 18,4 kWh di capacità e promette un’autonomia elettrica di oltre 90 km, che possono diventare quasi 130 km nella marcia urbana. La potenza complessiva è di 279 cavalli, con prestazioni che volendo possono essere interessanti, dato che bastano 8”4 in accelerazione da 0 a 100 km/h. Il motore di ricarica fa in modo che la batteria non scenda mai sotto il 15-16% della sua capacità, contribuendo comunque sempre a medie di consumo molto basse. Secondo i responsabili della Omoda si possono percorrere oltre 1.200 km senza fermarsi, una volta partiti con il pieno di benzina e la batteria carica.

La prova su strada
Nel corso di una prima presa di contatto con la variante Premium Pro abbiamo potuto apprezzare un notevole livello di comfort insieme alle molte dotazioni di serie che comprendono, tra l’altro, sedili elettrici anteriori, touchscreen scorrevole, impianto audio Sony, doppio vano di ricarica wireless e climatizzatore automatico a due zone. Buona la posizione di guida, con il volante che ha una forma particolare, meno tondeggiante del solito. Il cambio automatico fa dimenticare l’uso delle marce, comunque con risposte pronte del complesso ibrido che spinge la vettura. La trazione è anteriore, con tre modalità di utilizzo: Eco, Normale e Sport. Guidando in maniera più brillante si desidera uno sterzo più diretto e meno servoassistito. Anche l’assetto privilegia il comfort, con un rollio troppo accentuato per uno stile di guida veloce, che richiede delicatezza in entrata di curva e nei cambi di direzione.
Quanto costa l'Omoda 7
L’ultima nota riguarda i prezzi, davvero competitivi in rapporto alle caratteristiche della Omoda 7 e al suo equipaggiamento, completo tra l’altro di tutti di dispositivi di sicurezza e aiuto alla guida. Si parte infatti da 38.900 euro per la Pure di accesso mentre la versione Premium è in listino a 41.900 euro. Ai vertici la Premium Pro da 43.400 euro che aggiunge ancora parcheggio automatico e sedili anteriori con funzione di massaggio.

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