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Auto elettriche, Italia ferma all’8%: il vero freno è la ricarica
Luca Talotta
Pubblicato il 2 ottobre 2026, 17:11
Le auto elettriche in Italia continuano a viaggiare a una velocità inferiore rispetto al resto d’Europa. Ma limitarsi al dato delle immatricolazioni rischia di raccontare soltanto una parte della storia. Perché mentre il mercato resta indietro, alcune delle barriere che per anni hanno frenato le BEV stanno progressivamente riducendosi.
È uno degli elementi più interessanti emersi dall’eReadiness 2026 di PwC Strategy&, presentato a Milano alla Torre PwC. La settima edizione dello studio ha coinvolto circa 19.000 consumatori in 31 Paesi e analizzato domanda, offerta, infrastrutture, incentivi e, per la prima volta, anche l'interesse verso la mobilità autonoma.
Nel primo semestre del 2026 la quota delle immatricolazioni BEV in Italia si è fermata all’8%, contro il 21% della media UE-27. Rispetto alle proiezioni elaborate nel 2021, le vendite italiane risultano inferiori del 45%.
Proseguendo con questo ritmo, secondo lo studio, l’obiettivo europeo di riduzione del 55% delle emissioni di CO2 previsto per il 2030 verrebbe raggiunto dall’Italia con sei anni di ritardo. Il traguardo delle zero emissioni fissato per il 2035 slitterebbe invece al 2042.
Numeri importanti, che però impongono una riflessione: la transizione non può essere valutata soltanto contando quante auto elettriche vengono immatricolate. Servono vetture accessibili, infrastrutture efficienti e condizioni economiche capaci di rendere conveniente il cambiamento per chi deve acquistare un’auto.
Gli italiani non sono contrari all’elettrico
Il dato forse più interessante riguarda proprio gli automobilisti. Nonostante le vendite ancora contenute, il 59% degli intervistati italiani dichiara che acquisterebbe un'auto elettrica nei prossimi cinque anni, mentre il 39% considera questa possibilità già entro due anni.
A spingere verso le BEV è soprattutto il minor costo di percorrenza, indicato dal 65% degli intervistati. Il 46% considera invece determinante la possibilità di ricaricare l'auto a casa.
Rimane comunque una quota consistente di scettici, pari al 34% del campione e sostanzialmente stabile rispetto al 2025. Le preoccupazioni sono quelle che accompagnano l'elettrico da anni: autonomia, tempi necessari per ricaricare e prezzo d'acquisto.
Ed è proprio qui che lo studio evidenzia uno dei cambiamenti più significativi.
Continua a leggere per scoprire tutto sul mercato della ricarica pubblica in Italia
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