Riciclo delle auto a fine vita e veicoli non riparabili: le novità approvate in Europa

Il Regolamento vuole potenziale l'economia del riciclo delle materie prime, favorire la ricambistica ricondizionata e ridurre il numero di veicoli fantasma 
Riciclo delle auto a fine vita e veicoli non riparabili: le novità approvate in Europa

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 12 dicembre 2025, 17:24

Mentre le attenzioni in Europa sono tutte rivolte sulla modifica del divieto di vendita di auto termiche dal 2035, il Parlamento e il Consiglio hanno raggiunto un accordo provvisorio sul nuovo regolamento rivolto alla gestione dei veicoli a conclusione del loro ciclo vitale. Un’iniziativa che si inserisce nel filone delle attività (e business) legate all’economia circolare, funzionale al recupero di materie prime che permettano da un lato di supportare la catena di approvvigionamento dell’industria europea, dall’altro uno smaltimento migliore dei veicoli.

In numeri, dall’Europa è quantificato in 5-6 milioni di tonnellate di acciaio riciclato il potenziale garantito dalle nuove misure del regolamento End of Life Vehicles, insieme a 1-2 milioni di tonnellate di alluminio riciclato, 200-300 mila tonnellate di rame. Numeri che si inseriscono su un’altra esigenza del legislatore, che tra i 27 Stati membri registra, annualmente, la “scomparsa” di 3-4 milioni di veicoli successivamente alla loro radiazione. Dove finiscono? Come vengono smaltiti? Rientrano in commercio dopo essere transitati dai confini nazionali?

 

 

Quando arriva il fine ciclo vita?

Un elemento da chiarire è che non sono previsti limiti di anzianità dell’auto per avviare la procedura di “fine vita”, le vetture di interesse storico restano anch’esse escluse. Un elemento, invece, che porterà il veicolo verso il processo di smaltimento e riciclo è la valutazione di un valore di mercato inferiore al costo di intervento. Quando, cioè, è ritenuto non più riparabile a condizioni economicamente convenienti per consentirne la conformità a circolare nello Stato di immatricolazione prima dell’intervento.

Tra gli obblighi che il regolamento impone ai costruttori, vi è la richiesta di veicoli progettati per essere facilmente smaltiti e accompagnati da indicazioni chiare per lo smantellamento delle parti a fine ciclo vitale, nonché del loro smontaggio durante la vita utile.

Sempre le case auto avranno degli obblighi in materia di impiego di plastiche riciclate su ogni veicolo, dovranno essere almeno il 25% del totale dopo il 2036, 20% di questa quota dovrà essere a sua volta derivata da altri veicoli smaltiti a fine ciclo vita.

In fase di smaltimento, inoltre, dovrà essere riciclabile per ciascun veicolo almeno il 30% delle plastiche. Detto come saranno previsti dei controlli più rigidi per la distinzione tra veicoli vecchi e veicoli a conclusione del loro ciclo vitale, un importante passaggio del regolamento riguarda la componentistica di seconda mano e ricondizionata.

Ricondizionamento e ricambi usati

Sono previste delle misure per incoraggiare il riutilizzo, la ricostruzione e il ricondizionamento dei componenti, con l’obiettivo di avere una maggiore disponibilità di ricambi di seconda mano sul mercato. In capo ai costruttori è prevista una responsabilità rafforzata, attraverso meccanismi di controllo nazionali, che garantiranno il corretto finanziamento del trattamento dei rifiuti dei veicoli fuori uso e promuoveranno un riciclaggio di qualità superiore.

Scorrendo l’allegato al regolamento, un veicolo sarà considerato tecnicamente irreparabile se, ad esempio, è stato ridotto in pezzi o smembrato; è stato saldato o chiuso con schiuma isolante; è stato bruciato completamente al punto da risultarne distrutto il vano motore o l’abitacolo; è stato immerso nell'acqua fin sopra il cruscotto.

 

 

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