Auto 2035, sarà vera flessibilità o rinvio di pochi anni?

Si inseguono le indiscrezioni sul pacchetto Automotive della Commissione europea, tra cui la possibilità di uno slittamento del divieto di vendita di auto termiche
Auto 2035, sarà vera flessibilità o rinvio di pochi anni?

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 10 dicembre 2025, 17:29 (Aggiornato il 11 dic 2025 alle 08:39)

Emissioni zero allo scarico per le nuove auto vendute a partire dal 2035. In sintesi, è l’attuale formulazione del piano Fit for 55, che prevede il divieto di vendita di auto termiche. Un impianto, com’è noto, in fase di riesame e che il 16 dicembre scopriremo come verrà superato.

Eccezioni, concessioni varie a motori termici elettrificati, a carburanti che riescano ad abbattere le emissioni di CO2 rispetto ai combustibili fossili. In una parola: flessibilità. Tanto invocata ma che rischia di avere respiro corto.

Il futuro per forza elettrico?

Ecco, in attesa del quadro completo e ufficiale presentato dalla Commissione europea, un’anticipazione del giornale The Times rivela, citando le indicazioni avute da “leader esperti dell’industria”, la possibilità dello slittamento alla data del 2040 del divieto di vendere veicoli non a emissioni zero.

Se così fosse, uno slittamento di 5 anni a misurazioni invariate delle emissioni di CO2 - quindi rilevate allo scarico e non considerando l'intero ciclo vitale dell’auto, a partire dall'estrazione delle materie prime - il quadro potrebbe non essere esattamente quello auspicabile. In particolare, racconterebbe come non si sia pienamente compreso il limite fisico di una trasformazione della mobilità interamente orientata all’elettrico e, ancora meno, la ritrosia al cambiamento di un’ampia fetta di automobilisti. Per posizioni ideologiche o per effettive esigenze di mobilità, incompatibili con l'auto a batteria.

Cinque anni in più possono cambiare lo scenario?

Servirebbe partire dalle ragioni che sono alla base della debole domanda di auto elettriche sui principali mercati europei per orientare le mosse future e, se apertura tecnologica dev’essere, limitarla a 5 anni per poi tornare all'imposizione del “solo elettrico” quale rilevanza può avere sul lungo periodo?

In Italia e su altri mercati europei è stato solo grazie alle corpose campagne di incentivazione all’acquisto che la quota di mercato delle auto elettriche è cresciuta per superare, in Italia, un marginale 5% a fronte di 600 milioni di euro di fondi PNRR destinati al ricambio di 58 mila veicoli. Accessibilità finanziaria, quindi, dell'auto a batteria tra i problemi attuali. Ma anche, se non soprattutto, i limiti dell’infrastruttura di ricarica che non può fondarsi unicamente sulle postazioni pubbliche per soddisfare le esigenze di rifornimento dell’intero parco auto e si scontra con l'impossibilità di ricarica domestica per una larghissima fetta di automobilisti. Senza considerare il fattore del costo dell'energia, già oggi a rendere inesistente un risparmio sulla spesa carburante significativo tra un'auto elettrica e una ibrida ad alta efficienza di pari segmento.

Il 2025 è trascorso con 11 mesi - iniziati a fine gennaio - di interlocuzione tra la politica europea, le case auto, i fornitori della componentistica, i portatori di interessi del settore green e gli Stati membri. Le parole d’ordine, in attesa del documento del 16 dicembre, sono state “flessibilità”, “neutralità tecnologica”, “riduzione della Co2 sul parco auto circolante”. Spostare al 2040 il divieto di vendita di auto termiche sa di un rinvio del problema senza intervenire sul postulato di fondo: che sia possibile realizzare una mobilità elettrica di grande massa.

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading

Stellantis crolla in Borsa, pesano i costi per il cambio di strategia sull'elettrico

Il riposizionamento strategico del Gruppo, nell'offerta di modelli richiesti dal mercato e con un netto passo indistro sull'elettrico, presenta un conto pesante

Tutti gli incentivi al settore auto nel 2026: dal GPL all'ecobonus

Il sostegno della domanda per il periodo 2026-2030 prevede bonus su wallbox domestiche, quadricicli, leasing sociale e trasformazione a gas dell'usato