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Auto 2035, ecco la nuova data per l'atteso pacchetto Automotive

Fabiano Polimeni
Pubblicato il 10 dicembre 2025, 14:34
Inizialmente atteso nella giornata odierna, il pacchetto di misure che la Commissione europea presenterà per superare la messa al bando delle auto non a emissioni zero, dal 2035, è atteso adesso il prossimo 16 dicembre.
È quanto emerge dalle fonti comunitarie, con un incontro della Commissione in programma martedì prossimo, nel quale si discuterà il pacchetto Automotive. I punti che andranno a comporlo sono il riesame degli standard sulle emissioni di CO2 per auto e veicoli commerciali, la strategia per lo sviluppo della produzione delle batterie nel Continente, le misure destinate alla trasformazione green delle auto destinate alle flotte aziendali. Infine, un provvedimento omnibus sull’automotive, che avrà i commissari Sejourne e Dombrovskis quali relatori responsabili.
La flessibilità, le eccezioni al divieto e la nuova traiettoria green
Sarà il 16 dicembre che scopriremo nel dettaglio come verrà superato il Fit for 55 che fino a oggi ha previsto la messa al bando dell’auto termica dopo il 2035, quali saranno i nuovi obiettivi di elettrificazione e riduzione delle emissioni.
Sempre dall’incontro della Commissione calendarizzato per lunedì 16, si discuterà l’attuazione del pacchetto Clean industrial deal, che contiene misure relative al rafforzamento del CBAM, il meccanismo di regolazione delle emissioni carboniose alla frontiera, che interessa le produzioni extra-UE importate nel Continente.
In attesa che vengano presentati i provvedimenti specifici per il settore auto, l’Europa ha approvato - con l’accordo tra Parlamento e Stati membri - l’impegno legalmente vincolante di riduzione del 90% delle emissioni nette di gas a effetto serra (GHG) entro il 2040. L'accordo prevede la possibilità, tra i diversi meccanismi di flessibilità concessa, di utilizzare crediti internazionali di alta qualità per raggiungere la riduzione del 90% delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2040 rispetto ai livelli del 1990, con un contributo fino al 5%.
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