Crisi dei chip, da Nexperia Olanda stop ai wafers in Cina

Dopo la decisione dello stop all'export dalla Cina dei microchip - e la ripresa delle forniture domestiche in yuan - la mossa Nexperia e i rischi per la produzione auto
Crisi dei chip, da Nexperia Olanda stop ai wafers in Cina

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 31 ottobre 2025, 15:45

C’è un altro tassello che si aggiunge nella crisi dei microchip Nexperia e riguarda il taglio delle forniture dei wafer prodotti in Olanda alla divisione cinese dell’azienda. Una mossa che potrebbe ingarbugliare ulteriormente i nodi legati all'approvvigionamento di chip per l’industria automobilistica.

Un documento visionato dall’agenzia Reuters, una lettera inviata da Nexperia ai propri clienti il 29 ottobre, conferma l’interruzione dal 26 ottobre della fornitura di wafers prodotti da Nexperia in Olanda all’impianto cinese che opera per realizzare il “packaging” dei microchip.

Cos'è un wafer, il packaging e le lavorazioni dei chip

I wafers in questione sono, semplificando, dischi ultrasottili composti da silicio, sui quali sono presenti numerosi microchip, tanto maggiori quanto più raffinati sono i processi produttivi. Le fasi successive della lavorazione di tali wafers, il packaging - il confezionamento in involucri per la tipologia di chip che lo richiedono - o ulteriori lavorazioni necessarie prima dell’introduzione sul mercato, come può essere l’integrazione di altri materiali, sono il passaggio in questo caso necessario prima che le centraline destinate a essere montate sui veicoli possano raggiungere le fabbriche e alimentare le linee di montaggio.

Ricostruito lo scenario, circa il 70% dei wafer prodotti in Olanda da Nexperia sono completati, confezionati in Cina nell'impianto di proprietà nel Guangdong e venduti ai distributori.

Stop alle spedizioni di wafer con lo stop all'export

Perché, quindi, la decisione di Nexperia in Olanda - controllata da un amministratore espresso dal governo olandese, dopo la rimozione dell’a.d. cinese - di interrompere la fornitura di wafer all’impianto cinese? La mossa è arrivata dopo la notizia della ripresa delle attività nello stabilimento cinese di Nexperia, sotto proprietà di Wingtech, con il vincolo imposto dal governo di Pechino della vendita dei microchip realizzati unicamente sul mercato interno e con il vincolo di scambi con i distributori pagati in valuta locale (yuan) e non in valute estere.

“Sebbene abbiamo mantenuto le spedizioni per tutto il tempo commercialmente possibile, non è più giustificabile continuare l'attuale flusso di forniture dai nostri siti front-end", si legge nella lettera diffusa da Nexperia ai propri clienti e visionata dall’agenzia Reuters.

"A meno che questi obblighi contrattuali non siano pienamente soddisfatti, non possiamo riprendere la fornitura di wafer al sito. Nexperia sta sviluppando soluzioni alternative per garantire la continuità delle forniture ai nostri clienti”.

Resta l’interrogativo sui volumi che saranno disponibili per Costruttori di auto nei prossimi giorni, dopo l’allarme dell’Acea di un possibile stop della produzione con il perdurare della crisi in atto.

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