Ricariche elettriche: chi vince la sfida dei costi? La nostra inchiesta completa

Conviene davvero l'auto elettrica? Confrontiamo i costi dei gestori e le promozioni delle Case: ecco i dati reali della nostra inchiesta sui consumi

Ricariche elettriche: chi vince la sfida dei costi? La nostra inchiesta completa

Pubblicato il 3 febbraio 2026, 09:44

Auto elettrica, quanto mi costi! Un’esclamazione che è valida non solo al momento dell’acquisto, ma anche per la ricarica nell’utilizzo giornaliero. Delle carenze della rete e del caro energia si è scritto molto, anche in modo strumentale, soprattutto da parte di chi vuole demonizzare l’auto alla spina. I dati dicono che il numero delle colonnine cresce continuamente e l’Italia sta piuttosto bene. Secondo i dati dell’EAFO all’inizio del 2020 c’erano nel nostro paese 7.624 punti di ricarica a corrente alternata (fi no a 22 kW) e solo 78 a corrente continua (da 43 kW a 400 kW), mentre nel terzo trimestre del 2025 siamo arrivati rispettivamente a 53.454 e 13.250. A conti fatti, le prime sono cresciute di 7 volte, le seconde di ben 170 volte tant’è che 5 anni fa erano poco più di zero e oggi sono oltre il 14% del totale, dunque non solo si ricarica più facilmente, ma soprattutto molto più velocemente a fronte di un parco circolante elettrico che, secondo l’UNRAE è passato nello stesso periodo da 39.545 a 333.658 unità dunque più che ottuplicato, mentre la quota delle immatricolazioni è passata dallo 0,5% al 5,2% dunque poco più di 10 volte.

L’ESERCITO DELLE PHEV

Le ibride plug-in partivano anch’esse dallo 0,3% e sono arrivate al 6% dunque la crescita è stata di 20 volte con un parco circolante praticamente pari a quello dell’elettrico. Su strada ci sono dunque 650- 700mila auto con la spina che si ricaricano. Ma a che prezzo? Le strade per ricaricarsi sono due: o ci si appoggia alle reti delle società energetiche oppure ai servizi proposti dalle stesse case pagando tariffe a consumo o, con un vantaggio notevole, in abbonamento. In ogni caso vale il principio del roaming, ovvero la possibilità di appoggiarsi a più reti facendo riferimento ad un solo operatore e dunque tenendo in tasca una sola scheda o nello smartphone una sola app.

L’ENERGIA DEGLI OPERATORI

Vediamo quali sono i costi, a cominciare da chi vende energia per mestiere. Enel X Way fa pagare le ricariche in corrente alternata 0,67 euro al kWh, 0,75 con la corrente continua fino a 99 kW e 0,85 oltre 100 kW, con la tariffa premium si paga 25 euro all’anno (10 euro per i clienti domestici), i costi rimangono identici, ma c’è la possibilità di prenotare la colonnina, mentre con la Plug&Go Super a 4 euro al mese le tariffe scendono rispettivamente a 0,62, 0,70 e 0,80 euro/kWh. Molto conveniente la promozione ancora in corso che nelle ore notturne riduce di 12 centesimi le ricariche in AC e 19 centesimi quelle in CC fi no a 99 kW.

Plenitude propone tariffe pay per use di 0,65 euro/ kWh (fi no a 22 kW), 0,85 (fi no a 75 kW) e di 0,90 (oltre 75 kW). Non ci sono abbonamenti, ma carte prepagate da 50, 100 e 150 euro che off rono un vantaggio di costo per kWh rispettivamente del 6%, 10% e del 13%.

Notevolmente articolata la proposta di A2A che per le tariffe a consumo fa pagare 0,65 euro/kWh per le colonnine a corrente alternata a 4, 7 e 22 kW, 0,72 euro/kWh per quelle in continua da 100 a 150 kW e 0,90 euro per quelle Ultra da 300 kW.

Per gli abbonamenti E-moving, la utility lombarda distingue i clienti domestici da quelli che se ne servono solo per la mobilità. Con i secondi la Small a 25 euro permette di ricaricare 40 kWh al mese (0,625 euro/kWh), con 75 euro si sale a 100 kWh/ mese (0,57 euro/kWh) e con 106 euro a 200 kWh/ mese (0,53 euro/kWh). Per i clienti Energia i costi al kWh scendono rispettivamente a 0,55, 0,49 e 0,42 euro/kWh.

La romana Acea e-mobility fa pagare a consumo 0,69 euro/kWh dalle colonnine fi no a 22 kW, 0,89 per quelle a 50 kW e 0,99 per quelle più potenti, gli abbonamenti mensili invece sono tre: Bronze da 24 euro per 35 kWh (0,68 euro/kWh), Silver da 27 euro per 55 kWh (0,67 euro/kWh) e Gold da 49 euro per 75 kWh (0,65 euro/kWh).

Duferco Energia ha solo due fasce per le tariff e a consumo, ma variabili in base a orario e calendario: fi no a 50 kW si paga 0,79 euro/kWh dal lunedì al sabato nelle fasce orarie 10-12 e 15-22 e 0,59 euro/kWh per la domenica, i festivi e le fasce orarie 12-15 e 22-10. Ci sono poi un abbonamento fl at da 200 kWh a 129 euro (pari a 0,645 euro/ kWh) e tre carte prepagate: 100 kWh a 65 euro (0,65 euro/kWh), 150 kWh a 95 euro (0,63 euro/ kWh) e 400 kWh a 249 euro (0,62 euro/kWh).

PIÙ È POTENTE PIÙ È CARA

Diamo infine uno sguardo agli operatori specializzati in ricarica ad alta potenza dotati di una loro politica di prezzo come Electrip che per il momento ha una sola stazione, a Milano, con 16 colonnine da 400 kW ad un prezzo molto conveniente: 0,60 euro/kWh che scendono a 0,50 per i membri che caricano sull’app i propri dati e quelli della propria carta di credito.

Più consolidata ed estesa è la rete Ionity con colonnine da 350 kW e 400 kW che chiede 0,89- 0,85 euro/kWh per la tariffa a consumo e propone due nuovissimi abbonamenti annuali: Passport Motion 365 a 49,99 euro per un prezzo alla spina di 0,57 kWh/100 km e Passport Power 365 a 119,99 euro ed energia a 0,47 euro/kWh.

La rete FreetoX, che troviamo su praticamente tutte le stazioni di servizio autostradali, a meno non abbiate convenzioni o accordi tariffari con altri operatori, si fa pagare con il POS 0,50 euro/ kWh per la ricarica in AC, 0,65 per quella in CC e 0,79 dalle colonnine a 300 kW.

Atlante ha una buona distribuzione sul territorio italiano con costi che variano da 0,44 euro/kWh per le colonnine da 22 kW fi no agli 0,94 euro kWh per le stazioni HPC con potenza fi no a 300 kW.

LA CARICA DELLE CASE

Le Case automobilistiche hanno da tempo capito il ruolo dell’esperienza di ricarica per la soddisfazione del cliente e per costruirne la fedeltà di fronte ad una novità così epocale. Per questo molte offrono soluzioni convenienti che sono disponibili già in concessionaria risparmiando al cliente tempo e anche denaro. La prima fra tutte è sicuramente la Tesla che mette a disposizione una rete di ricarica proprietaria ad alta potenza che interagisce con il veicolo, attraverso connettività e plug&charge, permettendo di gestire “seamless”, in continuità, pianificazione, processo di ricarica e pagamento. La ricarica ha stalli con potenza di almeno 150 kW e la tariffazione varia a seconda di ubicazione e orario in una forbice che attualmente si attesta 45 e 60 centesimi/kWh. Da poco tempo la rete è aperta anche a terzi con prezzi superiori del 30% o identici se si paga un abbonamento mensile di 9,99 euro o 100 euro all’anno.

Elli è una società del gruppo Volkswagen, ma si propone a tutti con 4 tariffe in abbonamento mensile: una base per accedere a più reti secondo le rispettive tariffe, due in convenzione con Ionity (tariffe identiche) e una Premium che include anche altre reti ad alta potenza con costo mensile di 17,99 euro e 0,54 euro kWh/h da rete Ionity, persino più basso dei 0,64 per la ricarica in AC mentre in CC costa 0,74 euro/ kWh. Queste tariffe valgono ovviamente per tutti i marchi del gruppo.

Stellantis offre il servizio Free2move: Pay as you move Beginner non fa pagare alcun abbonamento, la tariff a dipende dalla colonnina e si paga 0,90 euro a sessione di ricarica che invece non sono addebitate se si opta per la Pay as you Move Advanced pagando 4,99 euro al mese.

Toyota propone tre tariffe: Go che si attiva con 9,95 euro con i prezzi praticati dall’operatore; Active che non ha costi di attivazione, viene 4,95 euro al mese e permette risparmi del 5-10% rispetto al prezzo praticato dall’operatore; Active+ che costa 14,95 euro al mese, ma lo sconto sale al 20-25%.

BMW privilegia la ricarica ad alta potenza off rendo l’accesso alla rete Ionity con un prezzo di 0,53 euro/kWh: con la formula Flex non si paga nulla, ma non ci sono tariffe preferenziali, mentre per la Active, al costo di 4,99 euro al mese c’è uno sconto del 15% sui prezzi praticati dagli operatori e, per Enel e Atlante, si paga 0,55 euro/kWh in AC e 0,59 in CC.

Il servizio MB.Charge Public propone tre tariffe la cui articolazione cambierà dal primo dicembre con prezzi non più garantiti, ma flessibili: la S è gratis; la M costa 4,90 euro al mese, ma sconta del 10% le tariff e praticate dall’operatore con 0,59 euro/kWh da Ionity e 0,63 euro/kWh dalle reti Enel e Atlante; con la L infine a 9,90 euro al mese lo sconto per la ricarica in AC è del 15%, Ionity costa 0,49 euro/kWh e il prezzo praticato dai partner è di 0,55 euro/kWh.

Volvo propone la soluzione Small a costo zero, ma senza agevolazioni, e la Large a 9,99 euro al mese con il 30% di sconto presso Ionity, Atlante ed Enel X.

Ford ha due tariffe: una a costo zero e tariff e fl essibili permette di caricare da Ionity a 0,84 euro/ kWh che scendono 0,47 con la Premium a 11,99 euro al mese.

Anche Hyundai offre due possibilità: Flex con 7,49 euro di attivazione e senza spese con prezzi in base all’operatore ed una tantum di 0,59 euro ad ogni sessione di ricarica che non si pagano con la Smart a 4,99 euro al mese. Tutte e due possono essere integrate con l’opzione Ionity Premium a 7,49 euro al mese e sconto di 32 centesimi sulla tariffa standard.

Kia ha un’offerta coincidente con Hyundai, in più c’è una seconda opzione, denominata Ultra, per la ricarica presso Ionity che aumenta lo sconto a 42 centesimi per kWh.

Porsche ha invece tre tariffe: la Charging Service Plus costa 16,99 euro al mese per pagare 0,49 euro/kWh in AC e 0,69 in DC che si riducono ad un convenientissimo 0,39 con i partner di ricarica preferenziali, tra cui Ionity; la Charging Service a costo zero fa pagare 0,69 euro/kWh in AC e 0,89 in DC. La Taycan beneficia di una tariffa specifica con prezzi al kWh o al minuto estremamente allettanti: 0,35 euro/kWh o 5 cent/min per la ricarica fi no a 22 kW, 0,35-0,25 fi no a 50 kW, 0,35 fi no a 150 kW, 0,35-0,45 euro fi no a 350 kW e solo 0,33 euro/kWh presso le stazioni Ionity.

Ricaricarsi da quest’ultime costa 0,49 euro/ kWh con la tariffa Intense di Mobilize Charge del gruppo Renault il cui abbonamento mensile costa 4,99 euro, mentre con la Basic a zero euro si sale a 0,93 euro/kWh, infi ne per tutte le altre opzioni vale il prezzo praticato dall’operatore.

CONCLUSIONI

L’auto elettrica costa, ma i suoi prezzi stanno arrivando a livelli più umani, però rifornirla rimane non sempre facile e può risultare salato se non si sceglie con attenzione la tariffa più adatta. Dunque bisogna ragionare un po’ per districarsi tra le varie formule e scegliere quella più idonea alle proprie esigenze. In generale, le offerte praticate dai Costruttori e dalle loro promozioni sembrano più convenienti, stupisce che quelli premium riescano a preparare le tariffe di ricarica più basse, in particolare per le colonnine ad alta potenza. In ogni caso, gli abbonamenti convengono, soprattutto a chi non può ricaricare a casa e compie lunghe percorrenze. La prossima frontiera: la tariffazione dinamica e la flat. La prima permette già da oggi di cambiare continuamente i prezzi per incentivare la ricarica presso le colonnine o negli orari meno utilizzati. In questo caso la tariffazione sarà sempre più simile a quella dei carburanti tradizionali. Con la seconda tipologia, i kWh diventano illimitati come i minuti e i dati per il telefonino. Anche in questo caso, dovremo scegliere quale delle due tipologie fa al caso nostro.

 

 
Note: L’autonomia delle vetture elettriche con l’omologazione WLTP è di circa il 15/20% superiore rispetto al reale. Abbiamo preso in considerazione esclusivamente i prezzi di ricarica alla colonnina standard e non le diverse offerte dei gestori energetici. Per le vetture a benzina il consumo medio è quello fornito dalla Casa nel cilco di omologazione WLTP e che trovate nel nostro listino.

 

 

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