Luce, la voce fuori dal coro di James May. "Ecco perché è una vera Ferrari"

Fabrizio Cicciarelli
Pubblicato il 28 maggio 2026, 18:41 (Aggiornato il 28 maggio 2026, 20:58)
La Ferrari Luce si è presa il centro della scena. Piaccia o meno, la nuova vettura di Maranello ha conquistato un’attenzione mediatica incredibile, ben superiore a quella toccata a sportive molto meno discusse rispetto alla prima elettrica del Cavallino. Luce si è rivelata una vettura divisiva: certamente criticata dai puristi, ha però trovato anche ricontri positivi. Uno di questi è quello di James May, giornalista e già protagonista di trasmissioni indimenticabili come The Grand Tour di Amazon Prime e Top Gear di BBC. Proprio a Radio 4 della rete nazionale inglese, l'ex sodale di Jeremy Clarkson e Richard Hammond ha sottolineato di aver apprezzato la vettura. "Mi piace. Trovo interessante che la Ferrari abbia realizzato qualcosa di molto contemporaneo. Il che, a mio avviso, è stato parte integrante dello stile Ferrari nel corso degli anni. Sono sempre stati molto al passo con i tempi - spiega May - ed è per questo che le loro auto diventano i grandi classici che sono".
""Negli ultimi anni - aggiunge il giornalista, che nelle avventure televisive si era guadagnato il soprannome di "Capitan Lento" per il suo stile di guida compassato - mi sono preoccupato che fossero caduti nella trappola del revival retrò, ma eccoli qui con qualcosa di completamente inaspettato. A dire il vero, penso che sia piuttosto bella".
May non si è fermato solo alle opinioni, ma ha raccontato un retroscena sul cambio dei piani elettrici della Ferrari. "Circa quattro o cinque anni fa - rivela - uno dei loro dirigenti mi disse con molta enfasi: "Non siamo interessati a produrre auto elettriche". E invece eccoci qui. A dire il vero, pensavo che prima o poi l'avrebbero fatto. Come potrebbero non volerlo? Credo sia una domanda reale. Penso che le persone stiano iniziando a interessarsi alle auto elettriche, e alcune persone vorranno una Ferrari elettrica. Perché no?"
Secondo May, sono proprio le performance a fare della Luce una "vera" Ferrari. "La cosa interessante delle Ferrari - rimarca il giornalista - è che se torniamo indietro di una ventina d'anni, troveremmo sempre degli appassionati che direbbero che, quando compri una Ferrari, in realtà compri il motore e il resto della macchina è gratis. Un piacere da guidare per suono, vibrazioni e tutto il resto. La tradizione della Ferrari è nelle corse, quindi nei motori e nell'estrarre da essi la massima potenza attraverso un'ingegneria intelligente. Perciò questo si sposa bene con una Ferrari elettrica, ed è interessante che abbiano scelto di realizzare, di fatto, una gran turismo".
Quanto alle forme, invece, May è rimasto stupito dalle dimensioni. "È molto spaziosa. È davvero molto grande, forse troppo - sottolinea - ma penso che quasi tutte le auto siano troppo grandi al giorno d'oggi. Quindi non hanno cercato di realizzare, di fatto, una supercar. Hanno creato un veicolo dalle prestazioni elevate, quasi quello che una volta avremmo definito un monovolume. Ha persino quell'aspetto. È molto orientato in avanti, ti siedi piuttosto vicino alla parte anteriore dell'auto. Non si ha davanti a sé l'imponente cofano della Ferrari Daytona. È più un'auto che una supercar".
Le auto sempre più elettrificate sono uno dei motivi per cui il trio Clarkson-Hammond-May ha concluso la propria avventura in The Grand Tour. Eppure May non è un detrattore della batteria, anzi. "Guido anche un'auto elettrica. Lo faccio da ben oltre un decennio - ammette - ma in realtà imbroglio un po' perché possiedo anche altre auto con motori e cambi potenti e performanti. La cosa strana delle auto elettriche è che, in un certo senso, hanno reso le prestazioni un po' noiose, perché hanno un carattere molto uniforme, mentre un motore a combustione interna, con tutti i suoi pistoni che si muovono e il sistema di distribuzione che gira e così via, ha un carattere meccanico immenso, principalmente perché è imperfetto, proprio come noi, e ci piace sfruttare questa sua imperfezione".
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